La Vie en Rouge

STORIA E GLORIA DEL MULINO PIÙ FAMOSO DEL MONDO
Sei anni. È quanto basta per entrare nella favola più lunga mai inventata a memoria d’uomo. Sei anni ed un biglietto aereo per Parigi, ça va sans dire. Sì, perché la fiaba senza fine del Moulin Rouge è nata proprio lì, sulla collina di Montmartre, a due passi dalla basilica del Sacre Cœur: peccato e redenzione sempre a braccetto, come da commedia. E lì il vecchio mulino è rimasto, più forte di due guerre mondiali, dei sexy shops e di Internet.
Non crediate che sia stata impresa da poco continuare ad offrire leggerezza e joie de vivre ai gentiluomini di ogni tempo. Facile, forse, agli inizi, quando Parigi era tutta un cabaret di novità esaltanti. Quando la Tour Eiffel, prima odiata, poi adorata, svettava sulla Ville Lumière, mentre in un caffé non lontano altri Lumière, i benemeriti fratelli, mostravano quelle buffe ombre dai movimenti a scatto che, da lì a qualche anno, sarebbero diventate il cinema. E poi una giostra di scrittori e pittori, straordinari e no, mescolati ai frequentatori del Mulino: tutti ubriachi di bellezza, schiavi con gli occhi in catene, davanti alle implacabili gambe nude delle danseuses più sinuose. Le luci, le paillettes, le pietre diamantate dei costumi facevano il resto. Persino le piume.
Pinocchio, quante storie
LA FAVOLA ETERNA
Bugiardi, perditempo, goderecci, infantili, irresponsabili e burloni. Non è forse così che gli stranieri (i più ingenerosi, perlomeno) vedono gli italiani? Popolo fantastico e divertente, giocoso e fantasioso, ma anche inaffidabile e fannullone. Gli italiani eterni bambini che non hanno voglia di crescere e di diventare adulti, la cui ancestrale ambizione è saltellare in un "Paese dei balocchi" in compagnia di amici altrettanto irresponsabili. Solo un italiano avrebbe potuto inventarsi un personaggio fiabesco tra i più amati al mondo e universalmente riconosciuto come un capolavoro letterario e psicologico: Pinocchio. E' proprio lui, il burattino di legno nato dalla penna e dalla fantasia di Carlo Lorenzini, alias Collodi, il simbolo per eccellenza dell'Italia e degli italiani, forse più della pizza e degli spaghetti. E' proprio il burattino dinoccolato e col naso lungo per colpa di tutte le bugie che dice, ad incantare bambini e adulti di tutte le generazioni.
La sua storia è senza tempo e senza età, e la sua metafora tra le più calzanti: nessuno ama crescere e assumersi le responsabilità, tutti vorrebbero restare allegri burattini di legno, semplicemente bambini.